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Testimonianze
CONVEGNO DEL 16/05/2009
Ciao amici,
giorno sedici abbiamo vissuto una giornata intensa, al centro del C.V.S. di Reggio Calabria, per la ricorrenza dei venticinque anni della fondazione, dove abbiamo ricordato la fondatrice Carmela Saraceno e quelli che hanno fatto parte della fondazione e insieme al vescovo, Monsignore Vittorio Mondello. Alcuni di noi membri del C. V. S. siamo partiti per Roma dove ci aspettava il convegno presso la sede Pontificia dell’università Urbaniana.
Il tema trattato era:-Amore e sofferenza mistero di Dio e speranza dell’uomo.
Il primo relatore: è stato il sacerdote Luciano Ruga che ha parlato degli scritti di Monsignor Novarese e ci faceva notare come davanti a questa figura o quella di Giovanni Paolo II ci si sente piccoli, le persone che soffrono hanno un carisma particolare Papa Giovanni Paolo II che ha passato un anno intero in ospedale ha scoperto il valore salvifico della sofferenza fisica ma anche i dolori morali, che offerti al Padre ci fanno vivere il progetto d’amore che Dio ha per noi il valore più grande è la fedeltà al Padre, non c’è valore più grande della persona umana. (Gesù ha detto alle donne: non piangete su di Me ma sui vostri figli). Monsignor Novarese ha provato la malattia, ed ha valorizzato la sofferenza; far prendere all’ammalato la sua dignità. L’ammalato deve essere soggetto attivo e deve evangelizzare attraverso il suo modo di essere nella sofferenza. Noi come cristiani siamo responsabili, di questa evangelizzazione dobbiamo chiedere al Signore dell’abbandono e dell’apertura del nostro cuore.
Il secondo relatore: è stato il sacerdote Sabino Palumbieri, che ci ha parlato che Dio assomiglianza di Dio all’uomo che Dio è amore, un amore radicale fedele eterno tutte le attribuzioni diventano oggettivazione. La parabola del Perdono è significativa dare non secondo il nostro modo ma secondo il suo bisogno; quel figlio aveva bisogno d’amore, e l’ha cercato lontano,ma poi e ritornato e il Padre. L’uomo è un grande mistero e non si può esaurire l’essere umano, e ridurre l’uomo a una grande macchina e poi parlare del Mistero. Perché ogni uomo è stato scelto, perché io soffro, perché si muore con una grave ferita. Distinguere il Mistero fondativo al mistero fondante. Oggi la gente ha bisogno di ragionare, il caso Rosmin diceva l’uomo ha bisogno di carità, l’amore e la sofferenza Dio è amore. Il giovedì santo noi cristiani proclamiamo la tristezza, ma Gesù nella Resurrezione si abbandona al Padre, e nella Resurrezione noi abbiamo un Dio vittorioso; “voi cercate Gesù il Nazareno, il crocifisso e Resuscitato non è qui.
Gesù l’agnello degno di aprire i sigilli. Cristo svelo il piano di salvezza che è il Mistero Pasquale, questo ci fa vivere in grazia, noi siamo chiamati alla grazia. Io abbondo di grazia in ogni tribolazione io abbandono di grazia è nella debolezza che io sono forte e ricco di fecondità, tutto io posso in Colui che mi dà la grazia. Queste parole Luigi novarese l’ha capite e l’ha tradotte nella vita.
Il terzo relatore ha parlare è stato: il sacerdote Luciano Sandrin ha detto che il Cristo ha dato inizio alla sua Redenzione Pasquale e anche il Figlio di Dio nasce muore e si consegna con una realtà d’incarnazione.
La risurrezione di Cristo opera la trasformazione se in noi accettiamo lo Spirito che viene donato e tutto ciò che compiamo in Lui ci viene riconosciuto perché Dio ci ha amati per primo e continua ad amarci.
Il momento della sofferenza è il passaggio Pasquale che è più ricca di energia. Parlando di Maria della Croce parliamo dei sofferenti, di avere compassione patire con gli altri la società di oggi non può guardare al futuro se non guarda i sofferenti.
La Madre di Dio proruppe in un grido: Figlio mio! Gesù disse ha Giovanni ecco tua madre “ed a Maria ecco tuo Figlio”. Il grande problema del dolore è che tutti siamo partecipe alla Redenzione come Maria ai piedi della croce. La verità è che Dio vuole con la sofferenza, mobilitare l’essere umano e riscattare il peccato. Perché a caro prezzo siamo stati riscattati e noi siamo salvati perché abbiamo ricevuto la grazia da Dio in Gesù.
Il quarto relatore ha parlare è stata Teodora Rossi: ha parlato dei modi di avvicinarsi alla persona in difficoltà. Il dolore ha un suo linguaggio di tipo psicologico e fisiologico: bisogna entrare in sintonia con chi soffre e cercare di sincronizzarsi di avere compassione. C’è una sofferenza che può essere < redentiva >Giovanni Paolo II diceva: “ripartire con Cristo”.
Nel vangelo Gesù ci parla al dolore. Il discorso l’ha fatto: quando chiediamo se il cieco per essere tale aveva peccato lui oppure i suoi genitori. Gesù dice nessuno, ma perché sia manifestata la gloria di Dio. Questo ci fa comprendere che il dolore è qualcosa di redentivo non un castigo. Tutto diviene sotto lo sguardo di Dio. Il discorso si fa molto serio perché il dolore e la sofferenza diventa la vita stessa dell’uomo. Da qui la compassione, il rispetto per le persone diversamente abili. Quando voi tornate a casa loro rimangono col sorriso spezzato. Dio nel progetto non aveva pensato la sofferenza e il dolore ma essa sono compagni della vita dell’uomo e sta a noi consolare chi soffre. Il Regno di Dio è amore, e dal nostro operare scaturisce speranza; siamo chiamati ad essere ministri di speranza.
Dobbiamo consolare con la consolazione con cui siamo stati consolati perché la consolazione che ci conforta é una speranza che ci manterrà quieti.
Dopo il convegno che è finito alle cinque siamo andati in albergo alla Fraterna Domus abbiamo pernottato. Il giorno dopo ci siamo recati alla chiesa di Santa Maria del Suffragio abbiamo ascoltata la messa e poi siamo ritornati in albergo a pranzare. Dopo pranzo avevamo tutto il pomeriggio ci siamo fatto un giro per Roma perché il treno l’abbiamo preso in serata abbiamo visitato San Pietro, siamo andati alle tombe Basilica poi al Colosseo, Via dei Fiori Imperiali abbiamo preso il tram e siamo andati in Piazza di Spagna, alle Fontane di Trevi,Via Condotti nella piazza Navona e poi siamo partiti per Reggio Calabria.