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Suor Elvira Myriam Psorulla, coofondatrice insieme a Mons. Luigi Novarese del Centro Volontari della Sofferenza, è tornata alla Casa del Padre Celeste.
UN LUNGO E FEDELE CAMMINO

È deceduta a Roma,
all’età di 99 anni, sorella Elvira Myriam Psorulla, cofondatrice del Centro
Volontari della Sofferenza.

Cofondatrice dell’opera
di mons. Luigi Novarese (1914-1984), Elvira Myriam Psorulla nasce ad Haifa il 1
novembre del 1910. Nella sua terra natale trascorre il tempo dell’infanzia e
della giovinezza, compiendo l’iter di studio fino al diploma di scuola superiore
e vivendo con la propria famiglia. Nel 1943 giunge in Italia, accompagnando uno
zio bisognoso di cure specialistiche. Frequenta la parrocchia romana dei Santi
Patroni d’Italia ed entra in contatto con don Luigi Novarese. Inizia così a
condividerne lo zelo pastorale per le persone sofferenti. Ne diviene poi fedele
collaboratrice, nella costituzione progressiva di diverse realtà ecclesiali,
votate alla valorizzazione della sofferenza e alla promozione integrale delle
persone ammalate e disabili. La storia personale di Elvira Myriam si lega
inscindibilmente, da questo momento, al cammino fondazionale di uno specifico
apostolato, che vede la persona sofferente come protagonista attivo e
responsabile, nella chiesa e nella società. Nata da una filiale devozione alla
Vergine Santa, l’azione pastorale del CVS fu subito intesa come attuazione delle
richieste rivolte dalla Vergine Santa a Lourdes e a Fatima, affermando con forza
il pieno impegno battesimale richiesto alla persona sofferente. Nel movimento
spirituale suscitato dalle apparizioni mariane, è colto l’invito ad assumere uno
stile di azione pastorale caratterizzato dalla fedeltà dinamica alla storia
dell’uomo. In modo particolare, la dimensione mariana dei Silenziosi Operai
della Croce si caratterizza nell’affidamento di se stessi all’Immacolata. Una
fedele risposta all’amore, attuando il testamento spirituale che Gesù stesso ha
iniziato sul Golgota, affidando, reciprocamente, il discepolo prediletto e la
madre.
Fin dalla fondazione dei Silenziosi Operai della Croce, Sorella Elvira Myriam Psorulla assume il ruolo di responsabile per il ramo femminile, con il titolo di Sorella Maggiore. Svolge tale compito nell’osservanza dello spirito e degli insegnamenti di mons. Luigi Novarese, in stretta collaborazione con lui e, dopo la morte di quest’ultimo, in fedele memoria.
Nel 1992, Sorella Elvira Myriam si dimette dalle funzioni di governo proprie della responsabile di ramo femminile dell’associazione Silenziosi Operai della Croce. Conserva il titolo di “Sorella Maggiore”, che lo statuto del 1964 riservava alla sua persona. Negli ultimi anni della propria esistenza, Sorella Elvira Myriam è una presenza discreta e sempre benvoluta, custode della memoria e dello spirito associativo delle origini. Muore a Roma, il 30 dicembre 2009.
Luciano Ruga
Moderatore dei Silenziosi Operai della Croce
“Ricorrete sempre alla Madonna, sia essa la vostra Consigliera,
andate da Lei con fiducia,
sicuri di essere ascoltati, aiutati ed esauditi”.
(Sorella Elvira Myriam Psorulla - da un manoscritto augurale del gennaio 1968)
“La Chiesa al servizio dell’amore per i sofferenti “, è questo il tema di riflessione che la CEI ha individuato per celebrare la XVIII Giornata Mondiale del Malato. Sull’esempio di Cristo, la Chiesa e ogni cristiano, sono chiamati a rivivere, in contesti diversi e sempre nuovi, la parabola del Buon Samaritano, il quale, passando accanto a un uomo lasciato mezzo morto dai briganti sul ciglio della strada, “vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino.” A conclusione della parabola, Gesù dice: “Va’ e anche tu fa’ così.” Con queste parole, ancora oggi, Cristo si rivolge a noi. Ci esorta a chinarci sulle ferite del corpo e dello spirito di tanti nostri fratelli e sorelle che incontriamo sulle strade del mondo; ci aiuta a comprendere che , con la grazia di Dio accolta e vissuta nella vita di ogni giorno, l’esperienza della malattia e della sofferenza può diventare scuola di speranza. L’Ufficio Diocesano di Pastorale della Salute e la Consulta Diocesana, hanno voluto sottolineare questa ricorrenza nella nostra Diocesi organizzando due eventi:
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Diversabilmente Natale..
il Presepe vivente al CVS di Reggio Calabria
Al via la terza edizione della rappresentazione della Natività presso i locali del Centro Volontari della Sofferenza. Caratteristica del Presepe vivente del CVS è da sempre quella di inserire il messaggio di Amore del Natale in un contesto sociale che faccia riflettere i visitatori su cosa comporta accogliere Gesù che si fa uomo e nasce in mezzo a noi.
Anche in questa edizione la tradizione è stata mantenuta ma il continuo rinnovamento della scenografia è stata una delle caratteristiche tipiche del presepio vivente del CVS che, ha avuto come protagonisti anche persone diversamente abili. Anche quest’anno le grandi aspettative dei visitatori non sono state deluse. La 3a edizione della natività, messa in scena dai membri del “ CVS”, ha presentato vari storici spaccati di arti, mestieri e vita comune del periodo, avvalendosi di attrezzi e strumenti sistemati in appropriate strutture ed ambientazioni. Presenti la bottega e la locanda dove brave cuoche e massaie hanno preparato squisiti manicaretti, molto apprezzati da visitatori. Dopo le giornate di pioggia e ricomparso il sole, è questo ha sicuramente favorito l’affluenza di pubblico al Parco del Centro Volontari della Sofferenza per visitare la sacra rappresentazione del Presepe Vivente. Sabato 26 Dicembre si è tenuta la prima rappresentazione del Presepe che ha richiamato come un tam tam i tanti visitatori venuti da ogni parte di Reggio il 6 Gennaio.. L'iniziativa, è stata proposta da alcuni giovani dell’Associazione, mossi da un sano spirito di passione, religiosità e volontariato
Accompagniamo ora il lettore descrivendo l’ambientazione.
All’apertura del sipario si è presentato agli occhi dello spettatore una bella piazzetta circondata da tanto verde, nello stand è stata presentata l’attività del Centro. Lasciato lo stand ecco la strada che ci ha portato via via alle varie casette. Qui c’era il negozio del fruttivendolo, frutta secca, verdure sono alcune delle spizzicherie che si sono potuto acquistare, proseguendo ecco alcune piccole abitazioni che lasciavano intravedere ai presenti, i loro interni arredati in modo semplice.
Queste abitazioni, durante lo svilupparsi della rappresentazione, si sono animate dei piccoli gesti e delle piccole situazioni che costituivano la vita quotidiana della gente comune, inalterata nel tempo, il calzolaio intento alla riparazione delle scarpe, il fabbro ed il falegname, le donne attente ricamatrici. Nella parte centrale della via, e non poteva essere altrimenti, si trovavano l’osteria, uomini che si dilettavano tra un bicchiere di vino ed una crispedda a passar ore in allegria. Ed è proprio questo elemento che racchiude anche la bottega del fornaio con il suo pane di grano. Le abili dita degli artigiani forgiano il ferro, sgranano legumi, intagliano il legno, riparano scarpe impastano pane e frittelle e i bambini si divertono con i giochi di un tempo.
Tutto appare invaso dalla calma e dalla serenità della vita di un tempo. Nascosto alla vista dello spettatore, si trovava in una posizione arretrata. la sede dell’Associazione, gli attori e le comparse entravano ed uscivano col fare artistico.….tra il via vai dei pastori ed il chicchirichì di qualche gallinella…. Lungo il percorso, segnato da bracieri e lumini, su un suggestivo sottofondo musicale che narrava della natività e si è arrivati alla capanna, in fondo la alla grotta il Bambin Gesù, Maria e Giuseppe ai lati del frugoletto un angioletto a far compagnia…la scena ha il suo culmine con l’arrivo Re Magi e i fuochi d’artificio che hanno chiuso questa splendida rappresentazione.
Bravi i figuranti, grandi e piccoli, calatesi nella parte con ammirevole serietà, tanto da ottenere meritati riconoscimenti ed applausi a scena aperta.
Il motivo che ha spinto i giovani dell’Associazione a realizzare questo spettacolo è stato dettato dal fatto che hanno voluto mettersi in gioco con e per, i diversamente abili e stupire gli spettatori.
Da ricordare, è che tutta la scenografia del presepe è stata realizzata da giovani dell’Associazione che hanno utilizzato per costruire il tutto solo materiale povero allestendo con cura i luoghi e, come per incanto, il grande giardino di un’Associazione rivive un'epoca storica che non vi è più, strettamente legata alla vita contadina della realtà locale, ai prodotti tipici, a mestieri ormai scomparsi e riproposti con gli antichi strumenti di lavoro ormai in disuso e sconosciuti ai più giovani.. Alcuni uomini di buona volontà seguendo l’esempio di questi giovani si sono affiancati, così l’iniziativa di una piccola Associazione è diventato luogo di fraternità per molti . È questo l’ambiente-teatro del momento festoso e gioioso che ha ospitato coloro che hanno visitato il presepe.
Come dicevo all’inizio, la rappresentazione è stata collocata all’interno dei locali del Centro Volontari della Sofferenza, e l’idea di aver iniziato la tradizione del presepio vivente e nata nel 2007, perché abbiamo voluto ricreare un legame con il passato specificando, ribadendo e sottolineando l’amore di Dio per noi uomini, sia sani che disabili... Un amore che nei momenti più bui e cupi sa fornirci la luce e indicarci il cammino per la via d’uscita.
Virginia Marino
Foto Presepe 26-12-2009 Foto Presepe 06-01-2010
Uno stile per la missione: una presenza che accompagna,
incontri di formazione per il CVS di Reggio Calabria
Comunicare alla persona che ci sta accanto che la sofferenza ha un valore non sempre è facile. E si perché, per portare avanti il carisma della valorizzazione della sofferenza è necessario essere formati e pronti.
Il primo luogo atto a questo è il Gruppo d’Avanguardia e dalla Confederazione abbiamo ricevuto il sussidio che ci sta accompagnando in quest’anno pastorale. Ma la formazione nel GdA però non basta, ed ecco allora che abbiamo pensato a degli incontri rivolti a tutti, con uno sguardo particolare ai CAPIGRUPPI e ai componenti del CONSIGLIO DIOCESANO, perché è essenziale che si conosca dal di dentro la Parola di Dio, vivendo come testimone risorto, entusiasta e coraggioso.
I primi incontri sono stati fatti nella Diocesi di Reggio Calabria il 16 e 17 gennaio. Sorella Roberta Guastamacchia ci ha introdotti nel cammino che porteremo avanti sino a maggio.
Nel primo incontro, dove erano presenti i membri del consiglio ed i capigruppo Sorella Roberta ha parlato “dell’arte di istaurare un dialogo” Tema bellissimo che ha affascinato tutti i presenti. Riporto solo una piccola parte della riflessione che abbiamo svolto.
Per chi si accosta e accompagna l’uomo che soffre è necessaria l’arte di instaurare un dialogo che è: arte di ascoltare; con franchezza;con disponibilità; con apertura e comprensione senza fretta, riconoscendo quanto di positivo e di nobile si può riscontrare nell’interlocutore, con spirito critico e liberante; con carità che non viene meno, con fermezza di fronte ai compromessi…
Da “Formazione dei capigruppo”, mons. Novarese.
Domenica invece sempre nei locali della sede del CVS Reggino, all’assemblea presente Sorella Roberta ha parlato di “ Uno stile per la missione: una presenza che accompagna”. Con i Discepoli di Emmaus come compagni, ci ha introdotti sullo stile di missione, caratterizzato dalla presenza. Questa presenza, dice Sorella Roberta, ha il potere di aprire una strada sulla quale la sofferenza umana viene, passo dopo passo, trasformata e valorizzata, ridando alla persona la propria dignità e il coraggio di accogliere la propria esistenza come dono.
La riflessione è iniziata con la preghiera allo Spirito Santo scritta da Mons. Novarese, preghiera che è stata consegnata come segno insieme al libretto preparato da Sorella Roberta a tutti i partecipanti.
La giornata si è conclusa con la celebrazione della Messa. Il nostro assistente, don Mimmo Giacobbe, durante la funzione ha ricordato la figura di Sorella Elvira che, insieme a Mons. Novarese sono stati oltre che i Fondatori le figure guida della nostra Associazione.
Virginia Marino